3 Aprile 2025

Apertura crateri: vietato circolare

Crateri nell'asfalto e muretti a secco crollati: l'emergenza ignorata di Ceglie Messapica
Crateri nell'asfalto e muretti a secco crollati: l'emergenza ignorata di Ceglie Messapica

Le piogge dei giorni scorsi hanno appesantito a Ceglie Messapica una situazione già altamente precaria. Asfalto sconnesso, buche, cicatrici di bitume, mancanza di segnaletica rendono la circolazione difficile e rischiosa. E nelle contrade si sbriciolano i muretti a secco

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Le insistenti piogge della scorsa settimana hanno aggravato le condizioni del manto stradale delle strade urbane di Ceglie Messapica e delle vie di collegamento. Il quadro era già molto grave, ma ora le ultime precipitazioni hanno appesantito la situazione anche perché negli ultimi anni non vi è stata alcuna manutenzione, né ordinaria né straordinaria.

Percorrere le strade di Ceglie è problematico sia per i pedoni che per gli automobilisti, addirittura proibitive le possibilità per chi si avventura in moto o bicicletta: tutti costretti ad affrontare slalom in uno scenario che è quasi lunare. Il panorama è abbastanza simile a quello di altre città, ma poter contare su esempi negativi non vuol dire che la situazione da noi sia “normale”. Ceglie soffre l’accumulo di mancati interventi e così anche i percorsi che appaiono accettabili o addirittura “migliori” sono in realtà problematici, in un contesto di strade dove la sicurezza delle persone è particolarmente precaria: le cicatrici di interventi provvisori disegnano le vie della cittadine, il ricorso ai rattoppi alla lunga peggiorano la situazione come quella del cosiddetto Corso Verdi che è ormai un Tagadà, con sobbalzi e botti come sulla giostra degli anni Ottanta. Non è colpa solo dell’attuale amministrazione comunale, i problemi vengono da lontano e sono stati affrontati sempre con leggerezza: semmai la responsabilità dell’attuale sindaco e compagni è che si vive di inerzia e di annunci. E così il paese più bello del mondo è solo nelle promesse. Nella realtà si risistemano le strade solo a metà, come un nastro adesivo si coprono le canalizzazioni dell’adeguamento tecnologico in atto e si lascia nella preistoria la restante parte della strada.

Con l’alibi di “consistenti interventi programmati”, alla fine non si fa nulla, o lo si fa in pantofole. Non si coprono neppure le buche e i crateri aperti dalle piogge su percorsi e tratti trafficati, come in via Fiume (vicino l’ex Mercato coperto) o via Manzoni (all’ombra della cupola di San Rocco). Di fatto si è indifferenti ai concreti rischi di tutti noi, come la minaccia rappresentata dalle ampie e ravvicinate buche sulla strada per Cisternino ad un chilometro dall’abitato: dissesti in piena curva che costringono gli automobilisti a brusche sterzate. Qualcuno sarà pur competente della situazione, qualcuno sarà pure il garante della regolarità e della prevenzione, Comune, Provincia, Stato, Europa, Mondo. Sono stati informati? Sono stati coinvolti e responsabilizzati? Si è sollecitato, se già richiesto, l’intervento?

Il resto sulla segnaletica verticale e orizzontale è materia nota, come l’assenza da molti anni di strisce zebrate e altri avvisi di pericolo che, secondo la vulgata di assessori dormienti, attendono il progetto definitivo e globale. C’è responsabilità anche nei controllori che non controllano, o almeno lo fanno in remoto affidandosi ai più comodi e sicuri (per le casse) occhi elettronici.

Nell’articolo che segue il grido di dolore di Damiano Leo, che da poeta declama il destino di un muretto a secco travolto dalla pioggia e dall’incuria.

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di Damiano Leo

“Piove sempre sul bagnato”, mai adagio si è rivelato più attuale e veritiero in questi ultimi giorni, a Ceglie Messapica.

Le piogge torrenziali che si sono abbattute sulle campagne cegliesi hanno prodotto non pochi disagi. In particolare – è qui che si fa attuale il sopra citato adagio – lungo la stradina che dalla masseria “Giuseppe Nisi”, in contrada “Menzella – Palazzo”, che conduce al quadri via Martina – Cisternino – Ostuni, l’acqua ha fatto crollare, in almeno una decina di punti, i centenari muretti a secco che delimitano la strettissima carreggiata.

Muretto a secco franato in contrada “Menzella-Palazzo”

Per entrare nel dettaglio ed evidenziare la stradina che ha subito più danni, si segnala un tratto di circa 800 metri, subito dopo la detta masseria, per chi dal centro urbano cegliese si addentra in quella contrada, particolarmente stretto, anche se asfaltato. Per due macchine che si vengono incontro una delle due deve necessariamente ed abbondantemente indietreggiare prima di poter accostare su uno spiazzo privato, consentendo così di far liberare la stretta carreggiata all’altro veicolo.

Piove sempre sul bagnato, dicevamo. Un lungo tratto di una stradina di campagna tanto stretta da consentire il transito ad un solo mezzo, vittima delle torrenziali piogge che hanno causato il crollo dei muretti a secco in svariati punti. Le pietre scivolate lungo tutto lo spazio percorribile impediscono il passaggio di qualsivoglia quattro ruote ed esasperano, ancora di più, i loro proprietari che spesso sono turisti alla ricerca di serenità.

I frontisti se ne sono fatto una ragione e, convinti che nessuno della pubblica Amministrazione se ne prenderà mai cura, arrestano il loro mezzo e liberano la stradina dalle pietre, proseguendo quindi la loro corsa, senza trascurare di mandare a “quel paese” tutti coloro che continuano ad ignorare il problema.

Probabilmente per il ciclistico giro d’Italia a Ceglie qualche strada sarà sistemata, ma in quelle stradine di campagna la carovana rosa non passerà mai e il cielo di quel lungo tratto di stretta via campestre continuerà a riempirsi di imprecazioni, perché “piove sempre sul bagnato”.

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