A Ceglie Messapica ne risultano addirittura quattro, ma un viaggio tra scaffali e libri rivela una condizione inadeguata e fortemente in ritardo con i requisiti tecnologici del servizio. E in qualche caso non sono neppure accessibili
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di Damiano Leo
Dall’Anagrafe delle Biblioteche Italiane (ABI) si apprende, con una certa soddisfazione, che Ceglie Messapica, città d’arte, ha ben quattro Biblioteche: 1) Biblioteca Beato Domenico della Madre di Dio, Via San Paolo della Croce; 2) Biblioteca – Pinacoteca Emilio Notte, Via Chiesa 11; 3) Biblioteca dell’Istituto musicale comunale, Via G. Fortunato 27; Biblioteca Michele Ciracì, Via Giovanni XXIII 17.
Per chi non è avvezzo all’argomento, è utile spendere subito due righe per l’Anagrafe delle Biblioteche Italiane (ABI). Si tratta di un servizio volto a censire le biblioteche esistenti sul territorio italiano, coordinato dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche.
La base dati dell’Anagrafe presenta i dati principali di 13.941 biblioteche (come la tipologia, l’indirizzo, gli orari di apertura e chiusura, i contatti, i servizi offerti, il patrimonio e i fondi disponibili) e viene aggiornata periodicamente in base alle informazioni fornite dai partner e dai poli bibliotecari. Al servizio contribuiscono Regioni, Università, Enti ecclesiastici e altre Istituzioni culturali. I dati sono integrati all’interno del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).
Sempre per i non avvezzi alle Biblioteche, una parola per l’SBN. Si tratta della rete delle Biblioteche Italiane promossa dal Ministero della cultura, con la cooperazione delle Regioni e delle Università e coordinata dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU).
Alla luce della suddetta “scoperta” abbiamo effettuato un volo pindarico sulle quattro Biblioteche presenti sul territorio messapico.
La Biblioteca Beato Domenico della Madre di Dio è sita in via San Paolo della Croce, presso i Padri Passionisti. Una importante Biblioteca con la presenza di notevoli donazioni, locali e non solo, di grande pregio e valore. Peccato che sabato 31 agosto 2024 la presenza stabile e residenziale dei Padri Passionisti a Ceglie Messapica si sia conclusa. La Chiesa di San Paolo della Croce ora è aperta una volta a settimana, ogni sabato pomeriggio, per le confessioni e per la celebrazione eucaristica vespertina, a cura dei sacerdoti passionisti del Convento della vicina Manduria.
Biblioteca dell’Istituto musicale comunale, situata in Via Giustino Fortunato, 27. Il tentativo di cercarla su Google si “risolve” con una laconico risposta: “Chiuso temporaneamente”, a prescindere l’ora e i giorni. C’è l’ipotesi che la Biblioteca sia fruibile solo ed esclusivamente dagli iscritti alla scuola di musica. Ma è solo una deduzione.
Per ultima la Biblioteca – Pinacoteca Pietro Gatti – Emilio Notte, perché sta più a cuore a chi scrive e sulla è necessario fare un volo più lungo.
Quindi, la Biblioteca di un “comune cittadino”, rifondata nel 1997, quella realizzata grazie alla volontà di Michele Ciracì, allocata in Via Giovanni XIII, 17. Almeno lì la si poteva trovare fino a qualche mese fa. In tanti ne hanno beneficiato, pur tra difficoltà, normalmente dovute alla mancanza di personale e all’esiguo spazio riservato a: dischi, cassette, videocassette, carte geografiche e mappe, disegni, incisioni, fotografie, diapositive, stampati musicali, manoscritti, periodici, giornali spenti, volumi ed opuscoli.
Ora l’impresa di avere un libro da consultare è diventata ancora più ardua. Gran parte dei materiali posseduti dal noto ricercatore e storico cegliese sono incartonati e molti sono alla ricerca di una nuova sede, sempre presso un “comune cittadino”, sulla via per Francavilla Fontana, lontana dal centro abitato, lontano dalle scuole, dai centri di riunioni. Lontana dagli occhi, lontano dal cuore.
Ed eccoci finalmente alla Biblioteca – Pinacoteca Emilio Notte. La citata Anagrafe la riporta con questa denominazione. Attualmente la Biblioteca è intitolata al poeta cegliese Pietro Gatti e al padre del futurismo, è rimasta la sola Pinacoteca, ma all’ABI non lo ha ancora comunicato nessuno.
Ogni volta che si va alla nostra Biblioteca, pervade una speranza: “La prossima volta andrà meglio”. Così non è stato. Eppure la “Pietro Gatti”, uno dei più noti poeti dialettali, consta di circa 16000 volumi. Conserva una donazione importante quale è quella di Cataldo Agostinelli, studioso locale che, insieme ai suoi quasi 5000 volumi, ha donato gli scaffali, la scrivania, la macchina da scrivere e il suo studiolo. Ed anche quella della professoressa Martina Galetta con quasi un migliaio di volumi. La Biblioteca aderisce al polo bibliotecario della provincia di Brindisi e i libri catalogati sono consultabili online sull’OPAC (Online Public Access Catalogue) del sistema della nostra provincia.
La Biblioteca è stata riaperta al pubblico dopo un periodo di chiusura di circa due anni, mercoledì 22 dicembre 2021. Negli anni di chiusura si sono svolti interventi legati al finanziamento regionale “Community Library”. Quindi, tutto bene? Magari! Sono bastati poco meno di quattro anni per fare della Biblioteca un campo di battaglia.
Gli arredi non sono idonei a contenere i numerosi volumi. Assomigliano più a scaffali da ripostiglio o da garage, mentre occorrerebbero vere e proprie librerie. Manca un supporto informatico idoneo per la registrazione dei prestiti dei volumi. Il personale impiegato, che proviene dal servizio civile, alla maggior parte delle domande da parte degli utenti, non sa rispondere. Non è stata ancora completata la catalogazione dei volumi conservanti. Non si sa bene se il servizio di video sorveglianza sia funzionante o meno, per evitare spiacevoli furti, che forse si sono già verificati, ma non essendo i testi tutti catalogati è difficile accertarlo. Occorrerebbe, per un miglior utilizzo della Biblioteca, un sistema celere per l’inserimento dei nuovi volumi.
Il pomeriggio è frequentata da ragazzi e giovani studenti che, talvolta, lasciano i locali “dimenticando”, qua e là, avanzi di bivacchi.
Agli abitanti di Ceglie Messapica, città d’arte e gastronomia (ecco gli avanzi di cibo in Biblioteca) “l’ardua sentenza”.